📐 Goniometria e trigonometria

Teoria · simulazioni · esercizi · quiz

Dalla circonferenza goniometrica ai triangoli

La goniometria studia gli angoli e le funzioni che li misurano (seno, coseno, tangente); la trigonometria usa queste funzioni per «risolvere» i triangoli, cioè ricavarne lati e angoli. Questa app accompagna il percorso completo, dalla circonferenza goniometrica fino ai grandi teoremi sui triangoli.

Ogni sezione è organizzata sempre nello stesso modo, in quattro parti:

  • 📖 Teoria — concetti, formule e figure;
  • 🎛️ Simulazioni — circonferenza, grafici e triangoli con parametri regolabili e animazioni;
  • ✍️ Prova tu — esercizi guidati con suggerimenti e soluzione passo-passo;
  • 🧩 Quiz — domande a scelta multipla e calcoli numerici con validazione.
💡 Consiglio: parti dalla Goniometria, costruisci l'intuizione con le Simulazioni, poi allenati con Prova tu e verifica con il Quiz.
🧭 Parte 1 — Goniometria
📏 Parte 2 — Trigonometria dei triangoli

🧭 Angoli, archi e loro misura

Un angolo si può misurare in due unità. In gradi sessagesimali l'angolo giro vale 360°. In radianti la misura di un angolo al centro è il rapporto tra l'arco che esso sottende e il raggio:

α(rad) = arco / raggio ⟹ angolo giro = 2π rad

La conversione tra le due unità sfrutta la proporzione 180° : π = gradi : radianti:

rad = gradi · π/180 ; gradi = rad · 180/π
gradi30°45°60°90°180°270°360°
radianti0π/6π/4π/3π/2π3π/2
Es. 135° = 135·π/180 = 3π/4 rad ;   5π/6 rad = (5π/6)·180/π = 150°.

La circonferenza goniometrica

È la circonferenza di raggio 1 con centro nell'origine di un sistema di assi. Un angolo orientato α (positivo in verso antiorario) individua su di essa un punto P. Le funzioni goniometriche sono le coordinate di P:

cos α = ascissa di P ; sin α = ordinata di P

Poiché P sta sulla circonferenza di raggio 1, si ha sempre −1 ≤ sin α ≤ 1 e −1 ≤ cos α ≤ 1. La tangente è l'ordinata del punto in cui la retta OP incontra la retta verticale x = 1 (l'«asse delle tangenti»):

tan α = sin α / cos α (con cos α ≠ 0)

🔄 Animazione: il punto P ruota. cos α è il segmento orizzontale, sen α quello verticale, tan α è letta sull'asse x = 1.

Si definiscono anche le funzioni reciproche: cotangente cot α = cos α/sin α = 1/tan α, secante sec α = 1/cos α e cosecante csc α = 1/sin α.

Segno nei quattro quadranti

Il segno di seno e coseno dipende dal quadrante in cui cade P; quello della tangente è il loro rapporto:

quadranteangolosincostan
I0°–90°+++
II90°–180°+
III180°–270°+
IV270°–360°+
📌 Il seno «segue» l'asse y (positivo in alto), il coseno «segue» l'asse x (positivo a destra).

I grafici delle funzioni goniometriche

Riportando α sull'asse delle ascisse si ottengono le curve di seno e coseno: la sinusoide e la cosinusoide. Sono periodiche di periodo e oscillano tra −1 e 1; il coseno è la sinusoide traslata di π/2.

sin(α + 2π) = sin α ; cos(α + 2π) = cos α

y = sin x (verde) e y = cos x (arancio) sull'intervallo [−2π, 2π].

La tangente ha periodo π e presenta asintoti verticali dove cos x = 0, cioè per x = π/2 + kπ.

tan(α + π) = tan α ; dominio: x ≠ π/2 + kπ

🎛️ Esplora la circonferenza goniometrica

Muovi l'angolo e osserva come variano seno, coseno e tangente sul cerchio unitario.

α = 40° sin = 0,643 cos = 0,766 tan = 0,839
40°

raggio OP   seno   coseno   tangente

📐 Gli archi (angoli) notevoli

Alcuni angoli compaiono di continuo: 0°, 30°, 45°, 60°, 90° e i loro multipli. I loro valori si ricavano da semplici triangoli e vanno conosciuti a memoria.

L'angolo di 45° (π/4)

Nasce da un triangolo rettangolo isoscele: i due cateti sono uguali, quindi i due angoli acuti valgono 45°. Per simmetria seno e coseno coincidono e, dalla relazione sin² + cos² = 1, si ottiene:

sin 45° = cos 45° = √2/2 ≈ 0,707 ; tan 45° = 1

Gli angoli di 30° e 60° (π/6 e π/3)

Si ricavano dalla metà di un triangolo equilatero. Con ipotenusa 1, il cateto opposto a 30° è metà ipotenusa, l'altro è la sua altezza:

Triangolo 30°-60°-90° con ipotenusa 1: il lato opposto a 30° vale 1/2, quello opposto a 60° vale √3/2.

sin 30° = 1/2 ; cos 30° = √3/2 ; tan 30° = √3/3
sin 60° = √3/2 ; cos 60° = 1/2 ; tan 60° = √3

La tabella dei valori del 1º quadrante

α30°45°60°90°
sin01/2√2/2√3/21
cos1√3/2√2/21/20
tan0√3/31√3
📌 Trucco mnemonico: per il seno scrivi 0, 1, 2, 3, 4 sotto radice e dividi per 2: sin = √0/2, √1/2, √2/2, √3/2, √4/2. Per il coseno la stessa sequenza al contrario.
⚠️ A 90° la tangente non esiste: il coseno è nullo e non si può dividere per zero.

Oltre il primo quadrante

I valori degli altri quadranti si ottengono da quelli del primo applicando le regole degli archi associati (sezione successiva) e i segni di ciascun quadrante. La figura mostra dove cadono i punti notevoli sulla circonferenza.

🔄 Animazione: il raggio percorre i 16 archi notevoli in successione e per ciascuno mostra gradi, radianti e coordinate (cos α; sin α), con i segmenti di seno (verde) e coseno (arancio).

Es. sin 150° = sin(180°−30°) = sin 30° = 1/2 ;   cos 240° = cos(180°+60°) = −cos 60° = −1/2.

I punti notevoli nel piano cartesiano

Per ogni angolo è segnato il punto P sulla circonferenza goniometrica con la misura in gradi e radianti e le coordinate (cos α; sin α). Un'animazione evidenzia gli angoli in successione (in senso antiorario); si nota subito la simmetria dei punti rispetto agli assi e all'origine.

Multipli di 45° (multipli di π/4)

0°, 45°, 90°, 135°, 180°, 225°, 270°, 315°: le coordinate valgono 0, ±1 oppure ±√2/2.

Multipli di 60° (multipli di π/3)

0°, 60°, 120°, 180°, 240°, 300°: le coordinate combinano ±1/2 e ±√3/2 (e ±1 sugli assi).

Gli angoli 30°, 150°, 210° e 330°

30° = π/6, 150° = 5π/6, 210° = 7π/6, 330° = 11π/6: tutti con coordinate (±√3/2; ±1/2).

🎛️ I valori esatti degli archi notevoli

Scegli un angolo notevole: il cerchio mostra il punto corrispondente e i valori esatti delle funzioni goniometriche.

sin = ½ cos = √3/2 tan = √3/3

🔄 Archi associati a un angolo α

Due archi si dicono associati quando i loro punti sulla circonferenza sono simmetrici. Le relazioni che ne derivano permettono di ricondurre qualsiasi angolo al primo quadrante, dove i valori sono noti.

🔄 Animazione: α e il suo supplementare π − α restano simmetrici rispetto all'asse y, quindi hanno lo stesso seno e coseni opposti.

Archi opposti (−α) e supplementari (π − α)

Opposti: −α (simmetria rispetto all'asse x)

sin(−α) = −sin α ; cos(−α) = cos α ; tan(−α) = −tan α

Il coseno è una funzione pari (non cambia), seno e tangente sono dispari (cambiano segno).

Supplementari: π − α (simmetria rispetto all'asse y)

sin(π − α) = sin α ; cos(π − α) = −cos α ; tan(π − α) = −tan α
Es. sin 120° = sin(180°−60°) = sin 60° = √3/2 ;   cos 135° = −cos 45° = −√2/2.

Archi che differiscono di π e esplementari

π + α (simmetria rispetto all'origine)

sin(π + α) = −sin α ; cos(π + α) = −cos α ; tan(π + α) = tan α

Seno e coseno cambiano segno; la tangente resta invariata (ha periodo π).

Esplementari: 2π − α (equivalenti a −α)

sin(2π − α) = −sin α ; cos(2π − α) = cos α ; tan(2π − α) = −tan α
Es. cos 210° = cos(180°+30°) = −cos 30° = −√3/2 ;   sin 300° = sin(360°−60°) = −sin 60° = −√3/2.

Archi complementari e la simmetria seno ↔ coseno

Complementari: π/2 − α (simmetria rispetto alla bisettrice y = x)

Qui seno e coseno si scambiano (da cui il nome «co-seno», seno del complementare):

sin(π/2 − α) = cos α ; cos(π/2 − α) = sin α ; tan(π/2 − α) = cotα

π/2 + α

sin(π/2 + α) = cos α ; cos(π/2 + α) = −sin α ; tan(π/2 + α) = −cotα
Es. sin 90° = cos 0° = 1 ;   cos 60° = sin 30° = 1/2 ;   sin(π/2 + 20°) = cos 20°.
📌 Strategia generale. Per un angolo qualunque: 1) togli i giri interi (k·360°); 2) usa l'arco associato per scendere nel 1º quadrante; 3) applica il segno del quadrante di partenza.

🎛️ Confronta α con il suo arco associato

Scegli un angolo acuto α e un tipo di associazione: la simulazione mostra i due punti e le relazioni tra le funzioni.

35°

α   arco associato

🔗 La prima relazione fondamentale

Il punto P = (cos α, sin α) sta sulla circonferenza di raggio 1. Il triangolo rettangolo che ha per cateti il coseno e il seno e per ipotenusa il raggio dà, per il teorema di Pitagora, l'identità più importante della goniometria:

sin²α + cos²α = 1

🔄 Animazione: l'angolo α ruota. sen α (verde) e cos α (arancio) sono i cateti, l'ipotenusa è 1: per Pitagora cos²α + sin²α = 1, sempre.

Da essa si ricava una funzione dall'altra (il segno dipende dal quadrante):

sin α = ±√(1 − cos²α) ; cos α = ±√(1 − sin²α)

La seconda relazione fondamentale

Lega la tangente alle altre due funzioni:

tan α = sin α / cos α (cos α ≠ 0)

La cotangente è il suo reciproco:

cot α = cos α / sin α = 1 / tan α (sin α ≠ 0)

Relazioni derivate

Dividendo sin²α + cos²α = 1 per cos²α oppure per sin²α si ottengono:

1 + tan²α = 1 / cos²α ; 1 + cot²α = 1 / sin²α

Da cui, noto il valore della tangente:

cos α = ±1/√(1 + tan²α) ; sin α = ±tan α/√(1 + tan²α)

Esempi di calcolo

Es. 1. Sapendo che sin α = 3/5 con α nel 1º quadrante, trova cos α e tan α.
cos α = +√(1 − 9/25) = √(16/25) = 4/5 ;   tan α = (3/5)/(4/5) = 3/4.
Es. 2. Se cos α = −5/13 con α nel 2º quadrante (sin > 0): sin α = +√(1 − 25/169) = 12/13 ;   tan α = (12/13)/(−5/13) = −12/5.
⚠️ La scelta del segno della radice non è mai automatica: dipende dal quadrante in cui si trova l'angolo.
📌 Queste relazioni servono a semplificare espressioni, dimostrare identità e ricavare i dati mancanti nelle equazioni e nei triangoli.

🎛️ Verifica sin²α + cos²α = 1

Qualunque sia l'angolo, la somma dei quadrati di seno e coseno resta esattamente 1: è l'area dei due quadrati costruiti sui cateti uguale al quadrato sull'ipotenusa (di lato 1).

sin = 0,574 cos = 0,819 sin² + cos² = 1,000
35°

⚖️ Equazioni goniometriche elementari

Sono del tipo sin x = m, cos x = m, tan x = m. Poiché le funzioni sono periodiche, le soluzioni sono infinite e si scrivono con un parametro intero k ∈ ℤ.

sin x = m (−1 ≤ m ≤ 1) ⟹ x = α + 2kπ ∨ x = π − α + 2kπ
cos x = m (−1 ≤ m ≤ 1) ⟹ x = ±α + 2kπ
tan x = m (∀ m) ⟹ x = α + kπ

dove α è l'arco «di riferimento» (α = arcsin m, arccos m oppure arctan m). Se |m| > 1 le equazioni in seno e coseno non hanno soluzioni.

sin x = 1/2 in [0, 2π): due soluzioni, x = π/6 e x = 5π/6, dove la sinusoide incontra la retta y = 1/2.

Es. cos x = √2/2 ⟹ x = ±π/4 + 2kπ.   tan x = 1 ⟹ x = π/4 + kπ.

Equazioni riconducibili a elementari

Si usano scomposizioni, sostituzioni e le relazioni fondamentali per arrivare a una forma elementare.

Con uguaglianza di funzioni

sin A = sin B ⟹ A = B + 2kπ ∨ A = π − B + 2kπ
cos A = cos B ⟹ A = ±B + 2kπ ; tan A = tan B ⟹ A = B + kπ

Per sostituzione o scomposizione

Es. 2sin²x − sin x − 1 = 0. Pongo t = sin x: 2t² − t − 1 = 0 ⟹ t = 1 ∨ t = −1/2. Quindi sin x = 1 ⟹ x = π/2 + 2kπ; sin x = −1/2 ⟹ x = −π/6 + 2kπ ∨ x = 7π/6 + 2kπ.
⚠️ Se compaiono sin e cos «mescolati» con potenze diverse, prima si prova a usare sin²x = 1 − cos²x per ottenere una sola funzione.

Equazioni lineari in seno e coseno

Hanno la forma a·sin x + b·cos x = c. Il caso senza termine noto (c = 0) è il più semplice: se b ≠ 0 si divide per cos x ottenendo un'equazione in tangente.

a·sin x + b·cos x = 0 ⟹ tan x = −b/a (a ≠ 0)

Con c ≠ 0 si possono usare le formule parametriche (t = tan(x/2)) oppure il metodo dell'angolo aggiunto R·sin(x + φ) = c.

Es. sin x − cos x = 0 ⟹ tan x = 1 ⟹ x = π/4 + kπ.

Equazioni omogenee di 2º grado

Sono della forma, con tutti i termini di «secondo grado» in seno e coseno:

a·sin²x + b·sin x·cos x + c·cos²x = 0

Poiché cos x = 0 non è soluzione (se lo fosse resterebbe a·sin²x = 0 con sin x = ±1, impossibile per a ≠ 0), si può dividere tutto per cos²x. Si ottiene un'equazione di 2º grado nella tangente:

a·tan²x + b·tan x + c = 0
Es. sin²x − 3 sin x cos x + 2 cos²x = 0. Divido per cos²x: tan²x − 3 tan x + 2 = 0 ⟹ tan x = 1 ∨ tan x = 2 ⟹ x = π/4 + kπ ∨ x = arctan 2 + kπ.

Omogenee «complete» (con termine noto)

Se c'è un termine noto d, si sfrutta l'identità 1 = sin²x + cos²x per renderlo omogeneo:

a·sin²x + b·sin x cos x + c·cos²x = d·(sin²x + cos²x)

portando tutto a primo membro si ricade in un'equazione omogenea, di nuovo divisibile per cos²x.

Es. 2sin²x + sin x cos x = 1. Scrivo 1 = sin²x + cos²x: 2sin²x + sin x cos x − sin²x − cos²x = 0 ⟹ sin²x + sin x cos x − cos²x = 0 ⟹ tan²x + tan x − 1 = 0.
📌 Applicazioni. Le equazioni goniometriche descrivono fenomeni periodici (oscillazioni, onde, moti circolari) e intervengono nei problemi sui triangoli, dove l'incognita è un angolo.

🎛️ Risolvi f(x) = m graficamente

Le soluzioni di sin x = m (o cos x = m, tan x = m) sono le ascisse dei punti in cui il grafico incontra la retta orizzontale y = m. Qui sono evidenziate quelle nell'intervallo [0, 2π).

0,50

📏 Risolvere un triangolo rettangolo

Consideriamo un triangolo rettangolo ABC con l'angolo retto in C: l'ipotenusa è c = AB, i cateti sono a = BC e b = AC, e gli angoli acuti α (in A) e β (in B) sono complementari (α + β = 90°).

Triangolo rettangolo: ipotenusa c, cateti a e b, angoli acuti α e β con α + β = 90°.

1º teorema dei triangoli rettangoli

Un cateto è uguale all'ipotenusa per il seno dell'angolo opposto, oppure per il coseno dell'angolo adiacente:

a = c·sin α = c·cos β
b = c·sin β = c·cos α

È la traduzione diretta delle definizioni nel triangolo: sin α = cateto opposto / ipotenusa = a/c, cos α = cateto adiacente / ipotenusa = b/c.

2º teorema dei triangoli rettangoli

Un cateto è uguale all'altro cateto per la tangente dell'angolo opposto al primo, oppure per la cotangente dell'angolo adiacente:

a = b·tan α = b·cot β
b = a·tan β = a·cot α

Le formule «inverse» permettono di ricavare gli angoli dai lati:

sin α = a/c ; cos α = b/c ; tan α = a/b

Esempio completo

Es. Dati c = 10 e α = 30°, trova i cateti.
a = c·sin α = 10·sin 30° = 10·(1/2) = 5 ;
b = c·cos α = 10·cos 30° = 10·(√3/2) = 5√3 ≈ 8,66 ;
β = 90° − 30° = 60°.   Area = (1/2)·a·b = (1/2)·5·5√3 ≈ 21,65.
📌 Per «risolvere» un triangolo rettangolo bastano due dati oltre all'angolo retto, di cui almeno un lato.

🎛️ Costruisci il triangolo rettangolo

Regola l'ipotenusa c e l'angolo α: i cateti si calcolano con il 1º teorema.

c = 6,0 a = 3,00 b = 5,20 β = 60°
6,0
30°

⭕ Il teorema della corda

In una circonferenza di raggio R, una corda AB è legata all'angolo alla circonferenza γ che «insiste» su di essa (cioè la vede, con vertice sull'arco opposto):

AB = 2R · sin γ

In parole: una corda è uguale al prodotto del diametro (2R) per il seno di uno qualunque degli angoli alla circonferenza che insistono su di essa.

La corda AB e l'angolo alla circonferenza γ in C: vale AB = 2R·sin γ, qualunque sia la posizione di C sull'arco.

Perché funziona

L'angolo al centro AÔB che insiste sulla stessa corda è il doppio dell'angolo alla circonferenza: AÔB = 2γ. Il triangolo isoscele AOB (con OA = OB = R) ha, tracciando l'altezza dal centro, due triangoli rettangoli con angolo γ al centro e mezza corda come cateto opposto:

AB/2 = R · sin γ ⟹ AB = 2R · sin γ

Poiché tutti gli angoli alla circonferenza che insistono sulla stessa corda sono uguali, il risultato non dipende da dove si sceglie il vertice C.

⚠️ Se γ è ottuso si usa lo stesso valore di sin γ (gli angoli supplementari hanno lo stesso seno): la formula resta valida.

A cosa serve

Il teorema collega corde, raggio e angoli: permette di calcolare il raggio nota una corda e l'angolo che la vede, oppure la corda noti raggio e angolo. È il «ponte» verso il teorema dei seni.

Es. Corda AB = 12 vista sotto un angolo alla circonferenza γ = 30°.
Da AB = 2R·sin γ: 12 = 2R·sin 30° = 2R·(1/2) = R ⟹ R = 12. Il diametro è 24.
Es. In una circonferenza di raggio R = 5, la corda vista sotto γ = 45° vale AB = 2·5·sin 45° = 10·(√2/2) = 5√2 ≈ 7,07.

🎛️ Corda, raggio e angolo alla circonferenza

Regola il raggio R e l'angolo alla circonferenza γ: la corda AB si adatta secondo AB = 2R·sin γ. Nota che l'angolo al centro è sempre il doppio.

R = 5,0 γ = 50° AB = 7,66 centro = 100°
5,0
50°

🔺 Il teorema dei seni

In un triangolo qualsiasi ABC, ogni lato è proporzionale al seno dell'angolo opposto. Il rapporto comune è il diametro della circonferenza circoscritta:

a/sin α = b/sin β = c/sin γ = 2R

dove α, β, γ sono gli angoli opposti rispettivamente ai lati a, b, c e R è il raggio della circonferenza circoscritta.

Triangolo inscritto nella sua circonferenza circoscritta (raggio R): ciascun lato è una corda vista dall'angolo opposto.

Dalla corda al teorema dei seni

Ogni lato del triangolo è una corda della circonferenza circoscritta, e l'angolo opposto è un angolo alla circonferenza che insiste su quella corda. Applicando il teorema della corda a ciascun lato:

a = 2R·sin α ; b = 2R·sin β ; c = 2R·sin γ

da cui, isolando 2R, segue subito la catena di uguaglianze del teorema dei seni.

📌 Quando usarlo: quando conosci un lato e l'angolo opposto (così trovi 2R) più un altro angolo o lato. Casi tipici: due angoli e un lato (ALA, AAL) o due lati e un angolo opposto (LLA).

Esempio

Es. In un triangolo α = 45°, β = 60° e il lato a = 10 (opposto ad α). Trova b e l'angolo γ.
γ = 180° − 45° − 60° = 75°.
Dal teorema dei seni: b = a·sin β/sin α = 10·sin 60°/sin 45° = 10·(√3/2)/(√2/2) = 10·√3/√2 = 5√6 ≈ 12,25.
Inoltre 2R = a/sin α = 10/sin 45° = 10/(√2/2) = 10√2 ≈ 14,14, quindi R ≈ 7,07.
⚠️ Nel caso «due lati e un angolo opposto» (LLA) il triangolo può non essere unico: a volte ci sono due soluzioni, una o nessuna.

🎛️ Lati, angoli e circonferenza circoscritta

Imposta due angoli e il lato a: il terzo angolo è determinato (α + β + γ = 180°) e gli altri lati seguono dal teorema dei seni. Osserva che a/sin α = 2R.

a = 6,00 b = 5,20 c = 4,00 2R = 8,49
60°
50°
6,0

🧮 Il teorema di Carnot (del coseno)

In un triangolo qualsiasi, il quadrato di un lato è uguale alla somma dei quadrati degli altri due, meno il doppio prodotto di questi per il coseno dell'angolo compreso:

a² = b² + c² − 2bc·cos α
b² = a² + c² − 2ac·cos β
c² = a² + b² − 2ab·cos γ

Lati b e c con l'angolo compreso α: il terzo lato a si ottiene da a² = b² + c² − 2bc·cos α.

Il «Pitagora generalizzato»

Se l'angolo compreso è retto (α = 90°), allora cos α = 0 e il termine correttivo sparisce:

α = 90° ⟹ a² = b² + c² (teorema di Pitagora)

Il termine −2bc·cos α «corregge» Pitagora: è negativo per angoli acuti (cos > 0, il lato opposto è più corto) e positivo per angoli ottusi (cos < 0, il lato opposto è più lungo).

Trovare gli angoli dai lati

Invertendo la formula si ricava il coseno di un angolo conoscendo i tre lati (caso LLL):

cos α = (b² + c² − a²) / (2bc)
📌 Quando usarlo: due lati e l'angolo compreso (LAL) per trovare il terzo lato; tre lati (LLL) per trovare gli angoli. Negli altri casi conviene il teorema dei seni.

Esempio

Es. Dati b = 5, c = 8 e l'angolo compreso α = 60°, trova a.
a² = 5² + 8² − 2·5·8·cos 60° = 25 + 64 − 80·(1/2) = 89 − 40 = 49 ⟹ a = 7.
Es. (LLL) Lati a = 7, b = 5, c = 8: cos α = (25 + 64 − 49)/(2·5·8) = 40/80 = 1/2 ⟹ α = 60°.

🎛️ Due lati, l'angolo compreso e il terzo lato

Regola i lati b e c e l'angolo compreso α: il lato opposto a cambia secondo Carnot. Porta α a 90° per ritrovare Pitagora.

b = 5,0 c = 8,0 α = 60° a = 7,00
5,0
8,0
60°